Il Centro Parrocchiale con la Chiesa

La Chiesa nuova è un edificio progettato dall’Architetto Acquati Enzo e nasce come centro parrocchiale di cui il grande salone che oggi funziona come chiesa, avrebbe dovuto essere il salone degli incontri, una sala polifunzionale. Nel piano seminterrato ci sono le aule dell’oratorio provviste di servizi.
Al piano rialzato invece si trovano gli uffici parrocchiali e il salone adibito a chiesa.
Nel piano superiore troviamo gli appartamenti dei religiosi attualmente utilizzati dal parroco.

Nel 2005 si iniziò la costruzione dell’ascensore per permettere un migliore accesso alla casa accoglienza che a volte ospita disabili. L’abbattimento delle barriere architettoniche è stato pensato dall’architetto Angelo Dugnani come un’occasione per nascondere l’ingombro tecnico dell’ascensore con una torre che desse l’immagine di un campanile. Su di esso non venne poi posizionato l’orologio, ma una meridiana.

L’ INTERNO DELLA CHIESA

Nel 2006 si riorganizzò l’aula della chiesa provvedendo ad abbattere la parete di ingresso della chiesa e allungando di alcuni metri la chiesa. La ristrutturazione ha seguito alcuni criteri che ora elenchiamo ed è stata curata nella sua forma estetica dall’architetto Giuseppe Monguzzi di Lissone, che ha dato forma alle idee del parroco Don Gianbattista Inzoli.
Si voleva in particolare rendere definitiva una disposizione delle persone attorno all’altare nella modalità comunionale, in semicerchio attorno alla mensa. Al centro si trova l’altare e subito dietro il leggio o ambone per la lettura della parola di Dio. Entrambi sono in asse con il crocifisso senza croce e posizionati su due gradini a forma circolare che creano un basamento di pietra calda e forte su cui si posiziona il Tavolo-Altare e il Leggio per la proclamazione della parola di Dio.
I due centri della celebrazione sono inoltre posti al “centro del celebrare” da un utilizzo diverso della luce, a secondo del momento liturgico. Quando viene proclamata la Parola si illumina l’ambone e l’aula è in penombra, quando invece inizia l’offertorio, si spegne la luce sul leggio e si accende la luce sull’altare e in tutta l’aula la luce aumenta. Questo sistema con altri diverse scenari di luce viene utilizzato nelle diverse celebrazioni annuali, per i lucernari e per le diverse celebrazioni.
Si è creato anche lo spazio per il battistero e lo si è fatto all’ingresso della chiesa creando un ottagono nel quale troviamo il fonte battesimale. La forma ottagonale è la forma classica dei battisteri cristiani, indica il fatto che il Battesimo introduce il cristiano nell’ottavo giorno, il giorno che non termina, il giorno di Cristo Risorto.
La collocazione in fondo alla chiesa, all’ingresso, è richiesta dal simbolismo della celebrazione dei battesimi ed è aiutata anche dalla collocazione sul battistero di una telecamera che proietta le immagini del battesimo sulla parte libera al fianco del piccolo abside. Questo permette a chi partecipa alla celebrazione di vedere bene senza spostarsi dal posto. Si è voluto creare anche un angolo più riservato per la riconciliazione collocandolo simmetricamente al battistero.
La penitenza veniva chiamata in antichità “secondo battesimo” ed è ancora il sacramento che ci restituisce la Grazia battesimale persa con il peccato. La parete terminale della chiesa è tutta a vetri. Questo crea un dialogo tra dentro e fuori la chiesa. Mentre ci si avvicina gli occhi invitano il cuore a prepararsi all’incontro… e mentre si celebra o mentre si esce si è aiutati ad accorgersi che c’è un mondo che attende e per il quale si celebra l’Eucarestia.
I cartelli e i manifesti sono collocati in un luogo a parte, davanti alla chiesa per non distrarre chi entra che deve custodire il silenzio e prepararsi , mentre giunge alla soglia, all’incontro con il Signore nella Comunità e nei Sacramenti. La vecchia via crucis è collocata su grate in ferro battuto su una calda tavola di rovere e anche tutti gli arredi liturgici sono in ferro battuto realizzati da Cesare Soloni.
L’icona di Maria , posizionata sulla parete di sinistra è la riproduzione della Madonna del latte di sant’Eusebio Nel piccolo abside, creato per dare un po’ di movimento , si sono posizionati il tabernacolo mettendolo nella posizione occupato nell’abside della chiesetta mentre al centro è stato posizionato il bel Cristo bronzeo dell’artista Eros Pellini (1909-1993) e dono della sig.ra Cattaneo Maria Luigia.

L’organo

Nell’aula ristrutturata è stato poi posizionato un nuovo organo realizzato dall’organaro Luca Panetti di Paderno Dugnano, la parte esteriore dell’organo, invece, è fatta su disegno e per opera del Sig Inzoli Ettore di Cesano Maderno . Si tratta di un organo a due manuali di 61 tasti più pedaliera di 32 tasti, a trasmissione elettrica.

La facciata

Nel 2008 si voluto completare la sistemazione del sagrato coprendo parte della grande scalinata che da accesso alla chiesa. Si è colta l’occasione per creare una facciata sobria , visibile e accogliente.
L’architetto Dugnani e l’architetto Monguzzi hanno prodotto una decina di progetti e la gente, tramite una votazione, ne ha indicati tre alla commissione diocesana di arte sacra che ha poi approvato per la realizzazione quello che ora potete vedere, che è opera dell’Architetto Angelo Dugnani.
Sulla facciata risalta una croce di rame che è retroillumnata di notte dando un’armonica e calda luce che risalta il simbolo e diventa segno di una delicata presenza nel quartiere, simbolo di tolleranza, di amore, di gratuità di fraternità.. segno anche di dolore, ma di un dolore che la fede e l’amore redime e trasfigura.
La facciata si presenta, nella parte inferiore, con due pareti inclinate che simboleggiano lo spirito di accoglienza che invita ad entrare e a trovare una fraternità che ti attende.

Le pareti di ingresso

Abbiamo affidato al Maestro Marko Rupnik la realizzazione di due mosaici da posizionare sulle due pareti di ingresso della chiesa. Per indicare gli atteggiamenti di chi entra e di chi esce dalla chiesa.

La nascita dei mosaici e la loro presentazione

 

2010 – Mosaici di Rupnik

 


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