Il Battesimo

Battesimo perché?
Il bambino che voi avete tra le braccia o che vi preparate ad accogliere, vi parla del mistero della vita, che viene sì da voi ma è più grande di voi. Mettere al mondo un figlio apre alla dimensione religiosa della vita, fa toccare con mano che c’è un “oltre” e un “Altro” al di là e al di sopra di noi (o forse, meglio, dentro di noi).

Si battezza per riconoscere la presenza e l’azione di Dio, che precede e sostiene le nostre scelte.

Per nove mesi il figlio viene nutrito e cresciuto nelle acque del grembo materno; anche per questo l’acqua è il più potente segno di vita, di cui abbiamo esperienza. Battezzare (nel significato della parola) significa immergere nell’acqua che, richiama il grembo materno, rimanda al grembo stesso di Dio.

Mentre ringraziamo per il dono di avere messo al mondo un figlio, sentiamo il dovere di riconoscere che non si tratta di un figlio solo “nostro”: è di Dio!  Immergendolo nell’acqua del Battesimo, diciamo con un gesto che la sua origine è dal grembo stesso di Dio, padre e madre di ogni creatura, ne affermiamo la grandezza e la dignità, la bellezza e la bontà.
Battezzati nella morte e risurrezione di Cristo.

L’acqua può anche fare paura, perché come dà vita, così dà morte. Il battesimo è stato proprio per questo presentato (già da S. Paolo) come il “con-morire” e “con-risorgere” insieme a Gesù Cristo.

Gli antichi battisteri erano delle vasche: si entrava dentro, come Cristo nel sepolcro, per uscirne rinnovati a immagine di Lui che esce vittorioso dalla tomba. Perché c’è bisogno di entrare dentro a questo avvenimento centrale dell’esistenza di Gesù, cioè la sua pasqua di morte e di resurrezione, fino a simboleggiarlo nel gesto battesimale? Perché la scelta d’amore che Lui ci ha liberati dal male, non tuttavia in modo magico ma prendendo su di sé la negatività del mondo e della storia, facendosene vittima.

Chi viene al mondo deve fare i conti con il male, che troverà attorno a sé ma anche dentro di sé, nel proprio cuore. C’è pertanto bisogno di venire immersi nella novità di vita dono di Cristo. Nella sua morte accettata per amore è morto l’uomo vecchio, segnato dal male; e nella sua resurrezione, risposta del Padre all’obbedienza amorosa del Figlio, nasce l’uomo nuovo. Con il battesimo partecipiamo di questa vittoria, ci è data la possibilità di una vita buona e sensata.

Far parte della famiglia dei cristiani.
Battezzare non è mai un fatto privato
, ogni battesimo – anche di un bimbo solo – è sempre “comunitario”: c’è una parrocchia, una comunità cristiana, che accoglie il battezzato e se ne prende cura, affiancandosi ai genitori. É un avvenimento di famiglia, la famiglia dei cristiani, per cui è bello che in occasione del battesimo ci si scopra parte viva della chiesa.

Il battesimo è la prima tappa di un cammino che si chiama iniziazione cristiana.

Si tratta di iniziare, cioè introdurre, passo dopo passo e in modo significativo nell’esperienza della vita; ma di farlo da cristiani, convinti cioè che il segreto della vita ce lo dà Gesù Cristo e il suo vangelo. Il “bello” viene quindi dopo il battesimo, quando i genitori cammineranno giorno dopo giorno con il loro figlio; e come, attraverso di lui, riscopriranno tante cose della vita, così sarà importante riscoprire le realtà della fede. Dal battesimo si parte, ricchi di un dono che ci è stato fatto, per affrontare gioiosamente e responsabilmente il compito educativo.


Battezzare quando?
È molto importante che i genitori scelgano il battesimo per il loro figlio con sincera consapevolezza e non semplicemente per “tradizione”. Per questo sarebbe bello contattate il Parroco anche prima della nascita del bimbo. Il battesimo, poi, è fatto in modo comunitario e, normalmente, si celebra la domenica pomeriggio.

Durante l’anno, si celebra anche durante la s. Messa delle ore 11 nelle feste dell’Epifania o del Battesimo di Gesù, della Pasqua o della Pentecoste. Può essere anche celebrato durante la Messa festiva, e per questa opportunità occorre accordarsi con il Parroco.

Le date della celebrazione del battesimo sono comunicate a inizio anno pastorale (settembre), ed è necessario segnalare la data scelta almeno un mese prima, consegnando l’apposito modulo debitamente compilato.

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